Storie di donne, di mare e di fatica: memorie civitanovesi
“Meio de pesce che d’oio santo” è un progetto che nasce in primis nel cuore. E’ un omaggio affettuoso a figure che hanno caratterizzato la mia infanzia e quella di tutti i civitanovesi. Donne forti, allegre e burbere allo stesso tempo, ci narrano la vita di tutti i giorni, la necessità di “tirà lo carretto” per crescere i figli, la fatica, la guerra e le mille peripezie con assoluta freschezza e spontaneità. E proprio la spontaneità costituisce il leit motiv del documentario. Una sola lunga intervista per ciascuna, basata su un canovaccio essenziale e girata col minimo indispensabile; davanti all’obiettivo solo loro, protagoniste assolute che ci raccontano la vita e oltre mezzo secolo di storia come una nonna farebbe ai suoi nipoti. Storie semplici che appartengono a Civitanova, dal contesto peculiare ma dense di un’umanità tangibile in cui molti si riconoscono.